Fazioli Pianoforti

Stagione 2016 - 2017

 

Il sipario si alza sulla nostra dodicesima serie con un nome che risulterà nuovo persino a molti intenditori, a rafforzare il nostro impegno nell’individuare giovani talenti che posseggano i tratti dell’interprete d’eccezione.

Per questo apriamo la Stagione con il rumeno Daniel Petrica Ciobanu: quando lo ascoltammo nel 2014 in un’occasione privata alla Fazioli Concert Hall, pur in pochi minuti di esecuzione e fra tanti altri talenti provenienti da scuole britanniche, ci rimase impresso indelebilmente, per la vivace personalità di musicista istrionico e inventivo. Anche la scelta degli altri solisti è stata mossa dall’intento di dare spazio a chi a nostro avviso ha davvero “qualcosa di nuovo da dire”. Tre di loro sono poco meno o poco più che trentenni. L’armena Nareh Arghamanyan, cresciuta in un'area pesantemente sovietizzata, ha conosciuto le privazioni dovute alla drammatica situazione storica ed economica del suo Paese, trovando nel pianoforte la sua ragione di riscatto. Alessandro Deljavan, nato da madre italiana e padre persiano, spicca fra i pianisti più interessanti della sua generazione in particolare dopo la fortunata partecipazione al Concorso Van Cliburn in Texas nel 2009. Lo svizzero Francesco Piemontesi, residente a Berlino, ha fatto tesoro degli insegnamenti di Alfred Brendel, e possiede quella rara combinazione di solidità tecnica e vivacità intellettuale che rende avvincente ogni sua interpretazione. A fianco di questi nomi, tutti nel pieno della loro ascesa concertistica, brillano due stelle del firmamento pianistico: torna a Sacile Angela Hewitt, celebrata interprete bachiana che -per quanto instancabile- solo l’affetto per i pianoforti Fazioli ha spinto ad inserire un’ulteriore data in un calendario già oltremodo fitto. Si tratterà invece della prima volta alla Fazioli Concert Hall per Alexander Lonquich, solista di fama internazionale che sempre più spesso coltiva anche il ruolo di direttore e che ha avviato una fortunata collaborazione con il Colibrì Ensemble, Orchestra da Camera di Pescara. Si tratterà dell’appuntamento più ambizioso in termini di ampiezza di organico mai ospitato presso la nostra sala, essendo in programma nientemeno che il Concerto per pianoforte e orchestra op. 54 di Schumann.

La musica da camera resta un capitolo fondamentale della nostra programmazione. Abbiamo coinvolto personalità di spicco che intendano il lavoro cameristico come ricerca comune e continuativa con i propri partner musicali.
Ecco dunque l’appuntamento con la violinista Francesca Dego e con la pianista Francesca Leonardi, reduci dall’aver concluso la magistrale impresa di incidere tutte le sonate di Beethoven per Deutsche Grammophon. Ritorna alla Fazioli Concert Hall la veneziana Gloria Campaner, stavolta a fianco dell’acclamato violoncellista tedesco-canadese Johannes Moser, definito “memorabile” dal Los Angeles Times, con il quale da qualche tempo lavora al proposito di rinnovare il potenziale espressivo e comunicativo del repertorio più celebre per questa formazione. E sempre in tema di ritorni, se il Trio di Parma nel 2007 ci propose un programma monografico su Ravel, stavolta ci intratterrà con un approfondimento tutto beethoveniano.
Per ben concludere, non poteva mancare un appuntamento per due pianoforti. A distanza di dieci anni, i pianisti canadesi Louis Lortie ed Hélène Mercier fanno di nuovo tappa a Sacile insieme, per presentare parte del repertorio contemplato dai progetti discografici con i quali il duo ha ripreso la sua attività dopo una lunga pausa.

Come di consueto, l’augurio è di essere riusciti a comporre un mosaico sfaccettato intorno al mondo del pianoforte, fra repertori e interpreti, i cui elementi stuzzichino la curiosità e l’interesse dei nostri spettatori.

Ing. Paolo Fazioli
Fazioli Pianoforti spa

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