Lo stile tardo di Franz Schubert
a cura di Roberto Calabretto
Richard Goode è considerato uno dei più autorevoli interpreti del repertorio classico e romantico. Pianista di riferimento per Beethoven, Mozart, Schubert e Brahms, ha lasciato incisioni divenute di riferimento, tra cui l’integrale delle Sonate di Beethoven – la prima mai realizzata da un pianista americano – candidata ai Grammy e inserita dalla Gramophone Good CD Guide tra le registrazioni essenziali. Tra le altre spiccano le Partite di J.S. Bach, i Concerti di Mozart con la Orpheus Chamber Orchestra e le collaborazioni con il soprano Dawn Upshaw. Nato a New York, ha studiato con Nadia Reisenberg e Rudolf Serkin, affermandosi giovanissimo con il Young Concert Artists Award e il Primo Premio al Concorso Clara Haskil. Nel corso della carriera ha ricevuto, fra gli altri, l’Avery Fisher Prize e un Grammy Award. È un apprezzato e ricercato didatta: insegna alla Guildhall School di Londra, alla Royal Academy of Music e al Mannes College di New York, tenendo regolarmente masterclass nelle più prestigiose istituzioni internazionali.
Biglietti singoli in vendita dal 19 ottobre
Qualunque cosa suoni, Richard Goode la esplora e la rivela senza renderla scontata, con una spontaneità assoluta, dando l’impressione che le note siano già nell’aria, pronte per essere raccolte e disposte esattamente come devono essere.
Wolfgang Amadeus Mozart
(Salisburgo, 1756 – Vienna, 1791)
Sonata n. 8 in la minore, K. 310
– Allegro maestoso
– Andante cantabile con espressione
– Presto
Fancies and Goodnights Suite:
Miniature da Gesualdo, Byrd, Rameau, Gluck, Bizet, Paderewski, Schubert e Janáček
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Franz Schubert
(Vienna, 1797 – 1828)
Sonata n. 21 in si bemolle maggiore, D. 960
– Molto moderato
– Andante sostenuto
– Allegro vivace. Trio
– Allegro ma non troppo